Lavori da fare da casa in maternità (2026): cosa si può fare davvero, e quanto rende

Lavori da fare da casa in maternità (2026): cosa si può fare davvero, e quanto rende

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Si può lavorare in maternità? Tre risposte diverse per tre situazioni, poi otto lavori da casa con la resa oraria vera in euro. Aggiornato 2026.

Di humatic.work · Aggiornato il 21 giugno 2026

Questa pagina risponde a due domande che di solito stanno su siti diversi: se in maternità si può lavorare, e quanto rende davvero ognuna delle cose che si possono fare da casa. Le guide di guadagni non toccano mai la prima; le pagine di legge non toccano mai la seconda. Qui ci sono tutte e due, in quest'ordine — perché sbagliare la prima può costarti più di quanto guadagni con la seconda.

Prima di tutto: si può lavorare durante la maternità?

Non c'è una risposta sola, perché dietro questa domanda ci sono tre persone diverse. Nessuna delle pagine che trovi cercando distingue: parlano tutte a una "mamma" generica. Le regole, invece, cambiano parecchio.

Una cosa che vale per tutte e tre, e non è una formula di rito: quando un compenso comincia a diventare ricorrente, fatti dire come stai messa da un patronato (CAF, INCA, ACLI, INAS: il servizio è gratuito) o dall'INPS. Non da un forum, non da un gruppo di mamme, e nemmeno da questa pagina. Il motivo è pratico: se un compenso incide su un'indennità che stai ricevendo, il conto te lo rifanno dopo, e lo rifanno indietro.

1. Sei dipendente e sei in congedo obbligatorio di maternità

È la situazione con più vincoli, ed è quella in cui l'errore costa di più.

Quello che è certo: durante il congedo di maternità non ricevi lo stipendio ma un'indennità pagata dall'INPS (spesso anticipata in busta paga dal datore di lavoro), e il congedo obbligatorio è, per sua natura, un periodo in cui la legge ti vuole ferma dal tuo lavoro. La materia è il Testo unico sulla maternità e paternità, il D.Lgs. 151/2001, insieme alle regole di gestione dell'INPS.

Quello che va verificato prima, e che qui non trovi scritto perché non lo si scrive a memoria: se un'attività diversa e occasionale — un'ora di ripetizioni, un'intervista di ricerca, una vendita dell'usato — incida o no su quell'indennità, e a quali condizioni. La risposta dipende da com'è inquadrato il compenso e da com'è messo il tuo contratto: è la domanda esatta da portare al patronato — e la risposta ti serve quando il compenso diventa ricorrente, non per una cosa una tantum.

Due cose che invece puoi fare senza dubbi, e che nessuna guida ti dice: vendere cose tue usate non è lavorare (ci torniamo alla voce 7), e informarti adesso su come rientrerai vale più di qualsiasi lavoretto di questa lista. Part-time, lavoro agile, congedo parentale usato a ore: per i genitori con figli piccoli esistono precedenze e diritti, ma quali valgano per te dipende dal tuo contratto collettivo e dalla tua azienda. Anche questa è una domanda da patronato o sindacato, non da motore di ricerca.

2. Hai la partita IVA, o sei una libera professionista

Qui la logica è rovesciata rispetto alla dipendente: la tua attività non si ferma da sola, e l'indennità di maternità delle lavoratrici autonome e delle professioniste segue regole proprie — diverse a seconda che tu sia iscritta alla gestione separata INPS, alle gestioni artigiani e commercianti, o a una cassa professionale (avvocati, architetti, medici e così via).

Gira l'idea che "le autonome possono continuare a lavorare e prendere lo stesso l'indennità". Per alcune categorie è vero, per altre no, e la tua categoria è l'unica che conta: chiedi alla tua cassa o all'INPS. Da verificare, sempre, prima di fatturare qualcosa nel periodo indennizzato.

Un punto fiscale che invece è netto: se hai già la partita IVA, un lavoretto non è una "prestazione occasionale". Se rientra nella tua attività, si fattura come tutto il resto, con le regole del tuo regime.

3. Non stai lavorando: casalinga, disoccupata, contratto finito, mai entrata nel mercato

È la situazione più libera, e vale per una parte grande di chi cerca questa pagina. Se non hai un rapporto di lavoro in corso non c'è nessun congedo da rispettare e nessuna astensione obbligatoria: la domanda non è più "posso?", è solo "come lo dichiaro?" — e la risposta la trovi qui sotto.

Una sola eccezione da verificare: se stai ricevendo la NASpI o un'altra indennità di disoccupazione, quelle hanno regole loro su quanto puoi guadagnare e su cosa va comunicato all'INPS, con scadenze da rispettare. Sono regole diverse da quelle della maternità: chiedile separatamente.

Le tasse, in breve (la domanda che arriva subito dopo)

Per i lavoretti saltuari basta la prestazione occasionale: niente partita IVA. Se ti paga un'azienda, trattiene il 20% di ritenuta d'acconto — è un anticipo sulle tue tasse, non una tassa in più. Fino a 5.000 euro lordi l'anno di compensi occasionali non scattano i contributi INPS: è una soglia contributiva, non una franchigia dalle tasse (Fiscozen, Studio Polli).

Due precisazioni che valgono per te più che per altri: quella soglia dei 5.000 euro si conta sull'anno solare e su tutti i committenti insieme, non su ciascuno; e se sei fiscalmente a carico di qualcuno, il tetto che conta per restare a carico è un altro numero: 4.000 euro l'anno fino a 24 anni, 2.840,51 euro dai 25 in su — e chi lo sfora anche di un euro fa perdere il beneficio a chi la tiene a carico per l'intero anno, non da quel momento (le regole 2026 su QuiFinanza). I compensi ricevuti in buoni regalo sono un capitolo a parte e li trattiamo in una guida dedicata.

Il bonus mamme del 2026 è di 60 euro al mese, fino a 720 euro l'anno, pagato in un'unica soluzione a dicembre: spetta alle lavoratrici con almeno due figli e reddito fino a 40.000 euro, è esente da tasse e non è un lavoro, quindi non c'entra con questa lista — è un sostegno a sé (la scheda della CGIL). Requisiti e domanda si verificano sul sito dell'INPS, che è l'unica fonte che conta.

La tabella, subito

Otto voci, ordinate per quanto rendono in un'ora — non per quanto sono facili e non per quanto sono famose. Le colonne di destra sono i due filtri che contano adesso: si fa davvero senza uscire di casa, e regge davvero con un bambino piccolo in casa.

# Cosa Resa oraria realistica Da casa Con un bambino piccolo
1 Interviste e ricerche di mercato 50-100 €/ora equivalenti sì, dal telefono sì: episodi da 15 minuti, li scegli tu
2 La tua competenza venduta a ore 25-60 €/ora sì, ma servono blocchi di un'ora
3 Test di siti e app 25-100 €/ora equivalenti solo se dorme: si parla ad alta voce
4 Ripetizioni online 15-30 €/ora sì, in video difficile prima dei 6 mesi: orario fisso
5 Trascrizioni e sottotitoli 10-15 €/ora a regime è la più interrompibile di tutte
6 Annotazione dati per l'AI 6-13 €/ora effettivi sì, a spezzoni
7 Vendere l'usato 200-600 € una tantum sì, con la spedizione sì: si fa a pezzi di dieci minuti
8 Sondaggi online 0,25-5 €/ora sì, ma vedi quanto rendono

Un metro prima di cominciare: sotto i 10 euro l'ora il tuo tempo vale più di quello che ti pagano — e in questo periodo il tuo tempo è la cosa che hai in quantità minore.

1. Interviste e ricerche di mercato

C'è una differenza che quasi nessuna guida per mamme spiega, e vale più di tutto il resto di questa pagina: i sondaggi online e le interviste di ricerca non sono la stessa cosa.

I sondaggi sono i questionari a crocette: pagano pochi euro l'uno nel migliore dei casi, cioè 0,25-5 euro l'ora (Hostinger). Le interviste di ricerca sono un'altra cosa: un istituto ti seleziona perché il tuo profilo serve a uno studio — e in questo periodo il tuo profilo serve a parecchi studi, perché chi vende alle neomamme vuole sapere come la pensi tu — e ti paga per un'opinione approfondita. Un focus group o un'intervista in profondità in Italia vale 50-150 euro a sessione da un'ora o due. Sono più rare dei sondaggi: vieni chiamata quando servi tu, non quando vuoi tu.

Come si entra: iscrivendosi ai panel degli istituti di ricerca. In Italia c'è anche humatic — siamo noi, questa è la nostra pagina e la leggi sapendolo. Facciamo interviste condotte da un'intelligenza artificiale e paghiamo 15-25 euro in buoni regalo per un quarto d'ora, dal telefono, senza scaricare nessuna app, con il buono che arriva entro 3 giorni dall'approvazione.

Il conto orario, scritto per intero: 15-25 euro per 15 minuti fanno 60-100 euro l'ora equivalenti. È un confronto, non una promessa — le sessioni non sono continue. Ti scriviamo quando c'è una ricerca adatta al tuo profilo: in media qualche invito al mese, non è garantito e non è un reddito. Se quel "60-100 euro l'ora" ti suona gonfiato, è la fascia normale del settore quando serve un'opinione vera e non una crocetta: Shopify riporta test utente pagati 100 euro per un'ora.

E adesso la parte che di solito nessuno scrive: anche il nostro compenso è un buono regalo, non denaro sul conto. La differenza con i sondaggi che le guide per mamme continuano a consigliare non è che noi paghiamo in contanti: è quanto vale il compenso e per quanto tempo. Là il premio è spesso un buono benzina o una ricarica telefonica da pochi euro, dopo settimane di questionari; qui sono 15-25 euro di buono per un quarto d'ora, una volta. Se quello che ti serve è denaro liquido — e con un neonato in casa capita — un buono non è denaro: mettilo nel conto prima di iscriverti, non dopo.

Le risposte tirate via non vengono pagate: un giudice automatico controlla che l'opinione sia genuina, ed è il motivo per cui il compenso può essere questo.

Tre cose pratiche, per la sola cosa che conta davvero adesso, cioè come si incastra con un bambino piccolo:

  • hai 72 ore dall'avviso per cominciare, quindi il momento lo scegli tu: il sonnellino, la sera, le sette del mattino;
  • dura circa un quarto d'ora e conta arrivare in fondo: se la lasci a metà il posto si libera e il buono non arriva;
  • servono quindici minuti in cui puoi pensare a quello che dici, perché è esattamente quello che viene pagato. Non serve silenzio da studio di registrazione, ma con il bambino sveglio in braccio non è il momento giusto.

2. La tua competenza, venduta a ore

Se sai fare qualcosa che le aziende pagano — grafica, testi, fogli di calcolo, contabilità, traduzioni, un po' di codice — il tuo tempo vale 25-60 euro l'ora sul mercato dei piccoli incarichi. Da casa: sì, tutto. Con un bambino piccolo funziona meglio di quasi tutto il resto, per un motivo solo: è lavoro asincrono, la consegna è mercoledì e non "adesso".

Due avvertenze oneste. La partenza è lenta: le prime settimane su una piattaforma servono a farsi le recensioni, e si lavora quasi in perdita. E il canale che rende di più non è la piattaforma: sono gli ex colleghi e i clienti che ti conoscono già — un messaggio a cinque persone che sanno come lavori vale più di cinquanta candidature.

3. Test di siti e app

Dai 10 euro per un test da 20 minuti ai 100 euro per una sessione da un'ora (Shopify). Da casa: sì, serve solo il computer o il telefono. Resa oraria ottima, volume scarso: i test disponibili sono pochi e vanno a chi risponde per primo, e serve quasi sempre l'inglese.

Il vincolo vero per te: nella maggior parte dei test devi commentare ad alta voce mentre navighi, e il microfono registra. Si fa solo quando il bambino dorme, o quando c'è qualcun altro con lui.

4. Ripetizioni online

15-25 euro l'ora, fino a 30 per matematica e fisica del liceo; le materie scientifiche e gli esami universitari del primo anno pagano di più (Superprof, GoStudent). Da casa: sì, in videochiamata — di persona no, e per questa lista quella versione non conta.

È la voce più redditizia fra quelle costanti, ed è anche la meno compatibile con i primi mesi: un'ora fissa, concordata giorni prima, senza interruzioni. Diventa realistica quando c'è una routine serale che tiene, e allora è ottima: il passaparola di quartiere e i gruppi dei genitori sono il canale migliore, zero commissioni. Settembre-ottobre e le sessioni d'esame sono i picchi.

5. Trascrizioni e sottotitoli

Si paga a minuto di audio lavorato: all'inizio un minuto di video costa 4-6 minuti di lavoro, a regime si arriva sui 10-15 euro l'ora. Da casa: sì.

È la voce che consigliamo di più in questo periodo, pur non essendo la più pagata, e il motivo è uno: si interrompe a metà frase e si riprende tre ore dopo. Prendi il lavoro quando vuoi, anche alle 23, e nessuno ti aspetta dall'altra parte. Con le cuffie, si fa anche mentre il bambino dorme nella stessa stanza.

6. Annotazione dati per l'intelligenza artificiale

Le piattaforme che pagano per valutare e correggere risposte di AI dichiarano 8-20 dollari l'ora, le più alte a competenza zero. La tara, misurata da uno studio AlgorithmWatch: circa un terzo del tempo non viene pagato (test d'ingresso, attese, compiti annullati), quindi la resa effettiva scende a 6-13 euro l'ora, e il lavoro va a ondate. Da casa: sì, a spezzoni brevi.

Il consiglio pratico: provala una settimana, dividi quanto hai incassato per le ore vere — quelle vere, comprese le attese — e decidi coi tuoi numeri. Sotto i 10 euro l'ora, in questo periodo, non vale il tuo tempo.

7. Vendere l'usato (e qui la maternità è un vantaggio)

Non è un guadagno ricorrente, ma è cassa vera e immediata: uno svuota-casa serio rende 200-600 euro in poche settimane, di più se c'è elettronica ferma (uno smartphone di 4-5 anni vale ancora 80-200 euro). Da casa: sì, con ritiro a domicilio o spedizione, e si fa a pezzi di dieci minuti mentre allatti.

La ragione per cui sta in questa pagina e non solo in quelle generiche: in questo periodo la casa si svuota e si riempie da sola. Il corredo che il bambino supera in due mesi, la fascia provata una volta, lo sterilizzatore, il seggiolino del gruppo 0: sono le cose che si rivendono meglio in assoluto, perché sono state usate poco e dall'altra parte c'è sempre un'altra mamma che le cerca a metà prezzo.

Sui beni personali usati venduti a meno di quanto li hai pagati non c'è tassazione; le piattaforme segnalano i dati all'Agenzia delle Entrate solo sopra 30 vendite o 2.000 euro l'anno (regole DAC7) — ed è una segnalazione, non una tassa.

Hai un quarto d'ora, ogni tanto? Vale un buono da 15 a 25 euro.

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8. Sondaggi online: la verità, visto che le guide per mamme li mettono sempre primi

0,25-5 euro l'ora (Hostinger), 10-50 euro al mese con più panel attivi e costanza. Da casa: sì, e sono la cosa più facile da fare col telefono in una mano.

Non è una truffa: è aritmetica. E qui c'è un dettaglio che dice tutto: le pagine più lette che consigliano i sondaggi alle mamme non scrivono mai quanto pagano, e quando lo scrivono il premio è "un buono benzina o una ricarica telefonica". Sono ore del tuo tempo scambiate con pochi euro di ricarica. Vanno bene come riempitivo da divano, sapendo cosa sono. Se leggi "fino a 450 euro al mese coi sondaggi", quella è la cifra di un caso limite, non quello che succede: la media vera sta venti volte più in basso.

Il conto, fatto

Il tempo che hai adesso non è "il tempo libero": sono due finestre corte al giorno, e non sempre. Mettiamo due finestre da 40 minuti, cinque giorni su sette: fanno 6 ore e mezza a settimana. Ecco cosa valgono, ai tassi di questa pagina:

  • a 12 euro l'ora (trascrizioni a regime): circa 78 euro a settimana;
  • a 25 euro l'ora (la tua competenza, fascia bassa): circa 160 euro a settimana;
  • a 8 euro l'ora (annotazione dati, tolti i tempi non pagati): circa 52 euro a settimana;
  • a 2 euro l'ora (sondaggi, fascia realistica): circa 13 euro a settimana.

Due avvertenze che tengono in piedi il conto. Vale solo se il lavoro c'è: trascrizioni e annotazione vanno a ondate, e nelle settimane vuote quelle righe valgono zero. E le interviste di ricerca non stanno in questa tabella, non per modestia: capitano quando serve il tuo profilo, quindi moltiplicarle per le tue ore sarebbe una bugia. L'episodio è 15-25 euro per un quarto d'ora; quante volte capiti in un mese non lo può promettere nessuno, noi compresi.

Cosa abbiamo tolto, e perché

Le liste "per mamme" che girano contengono quasi sempre voci che la loro stessa promessa "da casa" esclude. Le abbiamo tolte, e diciamo quali:

  • pet sitting e dog sitting (7-18 euro l'ora, Petme): si fa fuori, o si fa entrare un animale in casa con un neonato. Ottimo lavoro, non questo periodo;
  • consegne a domicilio (8-12 euro l'ora lordi): fuori casa, di sera, con il mezzo tuo;
  • babysitting ad altri bambini: fuori casa quasi sempre, e con più di due bambini piccoli insieme entrano regole e responsabilità che una guida non può liquidare in una riga;
  • assemblaggio e imbustamento a domicilio: non l'abbiamo tolto perché non è da casa. L'abbiamo tolto perché è la truffa più antica rivolta alle neomamme, e ne parliamo qui sotto.

I cinque segni della fregatura

  1. Ti chiedono soldi per iniziare — il kit di montaggio, il corso, l'"attivazione", il materiale da imbustare: è una truffa, sempre, senza eccezioni;
  2. ti chiedono carta o IBAN all'iscrizione: per ricevere denaro non servono mai;
  3. ti promettono cifre fisse garantite ("500 euro a settimana da casa, mentre il bambino dorme"): nessun lavoro saltuario serio può garantirle, e chi lo scrive lo sa;
  4. ti contattano loro per primi su WhatsApp o Telegram con guadagni facili: è l'esca classica, e in alcuni casi ti stanno usando per far girare denaro di altri;
  5. premono sul momento che stai vivendo ("approfitta della maternità", "ideale per mamme a casa"): la leva emotiva al posto della cifra è il segno che la cifra non c'è. Quando c'è, si scrive.

Cosa non aspettarti

Nessuna voce di questa pagina è uno stipendio, e in questo periodo meno che mai: sono integrazioni da decine o poche centinaia di euro al mese, con impegno e un po' di fortuna sulle occasioni. Chi ti promette di più mentre sei a casa con un neonato ti sta vendendo qualcosa — di solito un corso.

E la cosa più redditizia che puoi fare in questi mesi non è in classifica: è arrivare preparata al rientro — sapere che orario puoi chiedere, quali permessi ti spettano, quanto costa il nido e quali aiuti ci sono. Vale più di tutte le otto voci messe insieme, e si fa con un appuntamento gratuito al patronato.


Fonti: Hostinger — 35 modi per guadagnare online (gen 2026) · Shopify — test utente e guadagni rapidi · Superprof e GoStudent — tariffe ripetizioni · AlgorithmWatch via Plisio — annotazione dati per l'AI · Petme — tariffe pet sitting · Vinted — regole DAC7 · Fiscozen e Studio Polli — prestazione occasionale · INPS — indennità di maternità, bonus mamme, NASpI · D.Lgs. 151/2001, Testo unico maternità e paternità.

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