Business angel in Italia (2026): chi sono, dove trovarli e come investono
Commissiona la tua ricercaI business angel in Italia nel 2026: quanti sono e dove, i più noti, le reti nazionali e locali a cui candidarsi, due storie vere, come funziona un investimento passo per passo, quanta quota si cede e cosa li convince.
Un business angel è una persona che investe soldi suoi in un'impresa appena nata, in cambio di una quota. Di solito è un imprenditore o un manager che ha già fatto strada, e insieme ai soldi porta contatti, esperienza e tempo. Per molte startup è il primo investitore che arriva da fuori, quando nessun fondo guarderebbe ancora.
Questa guida dice chi sono gli angel in Italia e dove stanno, quali reti contattare (nazionali e locali), come funziona un investimento dalla prima email alla firma, quanta parte della società si cede, e cosa li convince. Con due storie vere, raccontate da chi ha messo i soldi. Humatic aiuta a preparare una delle prove che un angel chiede: lo diciamo nel punto in cui serve, e in pagina non ci sono link di affiliazione.
Quanti sono, e dove
Il censimento più recente viene da un rapporto di Growth Capital e Italian Tech Alliance con il Politecnico di Torino, presentato a gennaio 2024 (Politecnico di Torino):
- oltre 1.600 business angel attivi fra il 2018 e il 2022;
- il 70% al Nord, e il 78% con un passato da imprenditore o da manager;
- due su tre fanno parte di un gruppo o di una rete: in Italia ce ne sono 33, 17 gruppi e 16 reti.
E quanto investono oggi: secondo la Survey 2026 di IBAN, l'associazione italiana dei business angel, nel 2025 gli angel hanno partecipato a investimenti per circa 920 milioni di euro insieme ai fondi, il 22,3% in più dell'anno prima, e da soli, senza fondi né crowdfunding, hanno messo 73,7 milioni in 74 società (IBAN, comunicato del 3 giugno 2026).
Due tendenze contano per chi cerca soldi. L'81% delle operazioni si fa in cordata, con 6 angel in media. E le operazioni piccole si riducono: quelle sotto i 50.000 euro sono passate dal 38% al 12% in un anno. L'angel che firma da solo un assegno da 20.000 euro dopo un caffè esiste ancora, ma è sempre meno il caso tipico.
Due storie vere
Satispay, 2014. Antonio Assereto, allora alle prime esperienze da business angel, incontra Alberto Dalmasso. L'app non era ancora quella di oggi: un modo per mandarsi soldi dal telefono. Assereto la prova al bar con alcuni amici, e partecipa al primo round con mezzo milione, quando la società valeva 15 milioni. Nel 2022 Satispay ha superato il miliardo. Di quel primo incontro ricorda tre cose: «determinazione, lucidità ed etica», e un fondatore che «aveva studiato talmente bene da esser convinto che ci fosse uno spazio» (StartupItalia).
Kippy, 2013-2023. Carlo Tassi vende l'azienda di famiglia nel 2014 e comincia a investire in startup. La prima è Kippy, che fa dispositivi per localizzare gli animali domestici e controllarne la salute. Ci vogliono dieci anni: a dicembre 2022 Kippy raccoglie un round da 2,6 milioni, e a maggio 2023 la compra la svizzera Datamars (Startupbusiness). Quella vendita, racconta StartupItalia, gli ha ripagato tutti gli investimenti fatti nei nove anni successivi. Tassi oggi ha investito in circa 300 aziende, e la lezione che ne ricava è una: «ho imparato a concentrarmi sulle persone, che sono l'unica cosa che fa veramente la differenza» (StartupItalia).
Le due storie dicono la stessa cosa: un angel scommette su chi ha davanti, e i tempi sono lunghi. Dieci anni, per Kippy.
I business angel più noti in Italia
Dal 2013 esiste un premio, il Business Angel dell'Anno, organizzato oggi dal Club degli Investitori: è il modo più semplice per sapere chi sono gli angel più attivi, e cosa finanziano.
- 2025, Lucio Rovati: medico e ricercatore, guida Rottapharm Biotech; investe soprattutto in biotecnologie e dispositivi medici, in Italia (Altheia, Genenta, MgShell, Takis) e all'estero, e di solito entra nei consigli o nei comitati scientifici delle aziende. Lo stesso anno due premi speciali: Marco Nannini, per l'investimento a impatto sociale (30 startup, fondatore di Angels4Women e Angels4Impact), e Giuseppe Lacerenza, per l'attività internazionale (30 startup fra Italia ed estero) (ToTeM).
- 2024, Carlo Tassi: presidente di Italian Angels for Growth dal 2021, circa 300 aziende finanziate, quello di Kippy. In finale con lui c'erano Benedetta Arese Lucini, Paolo Giolito e Giuseppe Lacerenza (StartupItalia).
Perché saperlo serve: un angel che ha già investito nel tuo settore capisce prima il tuo progetto, e spesso porta con sé altri investitori. Guarda in che cosa ha investito chi ti interessa, prima di scrivergli.
Dove trovarli: le reti
Gli angel si incontrano soprattutto attraverso le loro reti, che ricevono le candidature, le selezionano e organizzano gli incontri.
Le reti nazionali
- Italian Angels for Growth (IAG): oltre 300 soci, la rete più grande; investe da 200.000 euro a 1,5 milioni per operazione, e dichiara più di 100 aziende finanziate e 11 già vendute (IAG).
- Club degli Investitori: oltre 450 business angel, dalle prime fasi ai round più grandi (Club degli Investitori).
- Angels4Women: per startup guidate da donne o rivolte soprattutto a clienti donne.
Le reti sul territorio
- BAC Network ha sedi locali in 18 città: Alessandria, Ancona, Bari, Biella, Brianza, Genova, Imperia-Sanremo, Livorno, Mantova, Massa-Carrara, Napoli, Padova, Pisa, Savona, Treviso, Varese, Verona e Vicenza (BAC Network). È la rete più diffusa che abbiamo trovato, e una delle poche presenti al Sud.
- Pro.BAN, la rete dei liberi professionisti, ha sede a Lecce (Pro.BAN).
- BusinessAngels.Network lavora fra Firenze e Milano e presenta quattro startup ai soci ogni due mesi (BusinessAngels.Network).
I club di investimento, che raccolgono i soldi di molti piccoli investitori: iNSQUARED, per progetti ad alto contenuto tecnologico (iNSQUARED), e Club Digitale, che investe in startup uscite dagli incubatori con cui lavora e chiede «una base clienti già sviluppata» (Club Digitale).
IBAN, l'associazione nazionale, invece non investe: fa conoscere i progetti ai soci, e per proporne uno chiede 40 euro. L'elenco completo, con i fondi delle prime fasi e i link per candidarsi, controllato sui siti, è nella guida Business angel e venture capital in Italia.
Una cosa da sapere sugli elenchi che trovi in rete: invecchiano in fretta. Il più letto su Google consiglia ancora una rete, iStarter, il cui sito oggi è un dominio in vendita. Prima di scrivere, apri il sito.
Come funziona un investimento, passo per passo
Italian Angels for Growth pubblica il suo processo per intero, ed è un buon modello di come lavorano le reti (IAG):
- Primo contatto e incontro con il team (fase 1, uno-due mesi in tutto). La rete esamina circa 100 progetti ogni due mesi.
- Incontro con alcuni soci, che approfondiscono e decidono se fare da sponsor. Ci arriva il 25% dei progetti.
- Comitato di selezione: nove soci senior scelgono chi presentare.
- Riunione dei soci: pitch davanti a tutti, e un term sheet, cioè un foglio con le condizioni principali dell'investimento. I soci dichiarano quanto metterebbero, almeno 10.000 euro ciascuno. Ci arriva il 3%.
- Due diligence (fase 2, tre-quattro mesi): controlli commerciali, fiscali, legali e sui brevetti. Si nomina il champion, il socio che seguirà l'azienda.
- Firma. Ci arriva il 2% dei progetti esaminati.
- Dopo (da tre a otto anni): il champion affianca il team, aiuta nei round successivi e nella vendita.
Conta i mesi: fra il primo contatto e i soldi in banca passa facilmente mezzo anno. Chi cerca un angel quando la cassa sta finendo lo cerca troppo tardi.
Quanta parte della società si cede
Un angel compra una quota: i soldi entrano nella società con un aumento di capitale, e tu scendi in percentuale. Il conto si fa sulla valutazione dell'impresa prima dell'investimento (pre-money). Un esempio: se la tua società vale 400.000 euro e un angel ne mette 100.000, dopo l'investimento vale 500.000, e lui ne ha il 20%.
Qualche indicazione pratica:
- Quanto mette un angel. Secondo IBAN, da solo investe di solito intorno ai 100.000 euro, e un intervento di angel resta sotto il mezzo milione (IBAN, FAQ). Nelle reti, la cordata arriva a cifre più alte: IAG fino a 1,5 milioni.
- Il tempo dell'angel. IBAN avverte che a volte l'impresa riconosce all'angel un compenso per il tempo che dedica. Va chiarito al primo incontro, non alla firma.
- I patti. Chi decide cosa, cosa succede se servono altri soldi, come si esce: si scrivono prima, con un notaio o un commercialista. Le regole italiane su quote e patti sono nella guida su come cercare un socio.
La detrazione per chi investe
Per chi investe in una startup innovativa c'è una detrazione dall'IRPEF: era del 50%, ed è del 65% dal 1° gennaio 2025, per le startup fino al terzo anno di iscrizione nella sezione speciale del registro, fino a 100.000 euro di investimento, da mantenere almeno tre anni (DL 179/2012, art. 29-bis).
Per te che raccogli è un argomento: un angel che mette 50.000 euro in una startup innovativa ne recupera fino a 32.500 in detrazione, se ha abbastanza imposte da cui detrarli. Conviene sapere se la tua impresa ha, o può avere, i requisiti.
Cosa li convince
Le persone, prima di tutto. Lo dicono gli angel stessi, come Tassi e Assereto, e lo dice la ricerca: in un esperimento con gli investitori di AngelList, l'investitore medio ha reagito soprattutto alle informazioni sul team fondatore (Bernstein, Korteweg e Laws, Journal of Finance, 2017). Fondatori a tempo pieno, che sanno fare quello che promettono.
L'ambizione. Tassi lo dice senza giri: l'imprenditore italiano «spesso pecca di scarsa ambizione», e un angel cerca chi vuole crescere molto. Assereto racconta di una startup che gli ha detto di puntare a vendere in fretta: per lui «irrilevante». Presentati con dove vuoi arrivare, non con come pensi di uscire.
Le prove che il prodotto serve. IAG chiede «un prototipo e delle metriche iniziali di traction»; Club Digitale clienti già acquisiti. E Satispay ha convinto anche perché il fondatore aveva studiato a fondo il suo mercato.
Come arrivare al primo incontro
- Scegli chi investe nel tuo settore e nella tua fase, partendo dai loro investimenti, non da un elenco.
- Cerca una presentazione. Un altro fondatore, un consulente, un socio di una rete: una persona che ti presenta vale più di dieci email. Poi usa il modulo della rete, che è la porta ufficiale.
- Prepara il pitch deck: dieci slide circa, problema, soluzione, traction, team, richiesta. Come si scrive, con un esempio, lo spiega la guida sul pitch deck.
- Porta le prove. Interviste documentate con il tuo pubblico (quante, a chi, quando, cosa è emerso), una lista d'attesa, utenti in prova, lettere di interesse. La scala completa è nella guida sulla traction prima della traction.
- Arriva con una richiesta precisa: quanto, per quanto tempo, per arrivare dove.
Humatic prepara la prova del punto 4: è un panel di persone verificate con il documento d'identità, che la nostra AI intervista in chat; ricevi la sintesi e le trascrizioni integrali, con il profilo di chi ha risposto e la data, cioè quello che una rete chiede di vedere. Chi risponde riceve un buono regalo da 10 a 40 euro, secondo la durata. La qualità delle risposte è controllata: le interviste che non raggiungono lo standard necessario non vengono pagate a chi risponde.
Gli errori che si vedono di più
- Cercare i soldi all'ultimo momento. Fra il primo contatto e la firma passano mesi.
- Scrivere a tutti. Un angel di biotecnologie non risponde a un'app per ristoranti.
- Fidarsi di un elenco vecchio. Reti chiuse, siti spariti: controlla sempre il sito.
- Presentarsi con l'uscita rapida come obiettivo. Un angel cerca chi vuole crescere.
- Non chiedere subito delle condizioni, compreso un eventuale compenso per il tempo dell'angel.
- Cercarli nei gruppi Facebook. Nei gruppi che promettono investitori scrivono soprattutto inserzionisti: credito, consulenze, servizi. I commenti lo dicono meglio di noi: «cerchi investitori su facebook??? 90 percento coccodrilli». Se qualcuno ti chiede un anticipo per presentarti a un investitore, fermati.
In breve
In Italia ci sono oltre 1.600 business angel, per il 70% al Nord, organizzati in 33 gruppi e reti; nel 2025 hanno investito 73,7 milioni da soli e partecipato a operazioni per circa 920 milioni con i fondi, sempre più in cordata. Le reti principali sono Italian Angels for Growth e il Club degli Investitori; sul territorio, BAC Network ha sedi in 18 città. Un investimento passa da selezione, term sheet e due diligence, e prende mesi; si cede una quota calcolata sulla valutazione prima dell'investimento. Gli angel scommettono sulle persone, sull'ambizione e sulle prove: arriva con un team convinto, un deck chiaro e la prova che il problema c'è.
Ascolta il tuo mercato prima di investire
Scegli chi ascoltare fra le persone verificate del nostro panel: la nostra AI le intervista in chat: tu scopri cosa fanno oggi, quanto spendono e cosa le frena. Serve prima di lanciare un prodotto, di fissare un prezzo o di presentare un bando. Paghi solo le interviste che ricevi.
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Chi ha scritto questa guida
Giampaolo Mangiaracina — fondatore di Humatic
Nel 2013 ha fondato FadPro, piattaforme e contenuti formativi per clienti corporate, acquisita nel 2019 dalla Graduate School of Management del Politecnico di Milano. Nel 2025 ha fondato CityAdvisor.ai, piattaforma di urban intelligence che misura la competitività di Milano strada per strada. Da oltre dieci anni guida squadre che portano prodotti digitali dall'idea alla consegna, e oggi sistemi di intelligenza artificiale.
Le cifre qui riportate sono quelle delle fonti citate, lette a ottobre 2026. Le indicazioni sugli incentivi fiscali sono informazione generale, verificata sul testo di legge vigente alla data dell'aggiornamento: non sono una consulenza fiscale o finanziaria. Prima di investire o di raccogliere, verifica il tuo caso con un commercialista.
