Come stimare il mercato della tua app: TAM, SAM, SOM con un esempio (2026)

Come stimare il mercato della tua app: TAM, SAM, SOM con un esempio (2026)

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Cosa sono TAM, SAM e SOM, perché gli investitori vogliono la stima dal basso e non «l'1% del mercato», dove trovare i numeri gratis (Istat), e un esempio completo su un'app per saloni di parrucchiere, con il conto della capacità di vendita.

Di Giampaolo Mangiaracina · Aggiornato il 3 ottobre 2026
Dal percorso «Validare un'idea, passo per passo»: quando servono i soldi

Un investitore, un bando o il tuo business plan ti chiederanno quanto è grande il tuo mercato. La risposta si dà con tre numeri:

  • TAM (total addressable market): quanto spenderebbero tutti i clienti possibili, se li avessi tutti;
  • SAM (serviceable available market): la parte che il tuo prodotto può servire davvero, per tipo di cliente e per zona;
  • SOM (serviceable obtainable market): la parte che puoi conquistare nei primi anni, con le forze che hai.

Le definizioni le trovi ovunque. Quello che quasi nessuna guida fa è il conto vero: con i numeri Istat, con i prezzi dei concorrenti, e con un SOM che parte da quanti clienti riesci a raggiungere, non da una percentuale. Questa guida lo fa, su un esempio completo. Humatic fa interviste a persone vere: lo diciamo nel punto in cui serve, e in pagina non ci sono link di affiliazione.

Dall'alto o dal basso

Ci sono due modi di stimare un mercato:

  • Dall'alto (top-down): prendi un mercato grande e ne stimi una quota. «Il mercato vale 2 miliardi, a noi basta l'1%.»
  • Dal basso (bottom-up): conti i clienti possibili e li moltiplichi per quanto pagano. «Ci sono 20.000 clienti così, ognuno spende 300 euro l'anno.»

Gli investitori preferiscono il secondo, e lo dicono in modo esplicito:

  • Michael Seibel, di Y Combinator: preferisce il metodo dal basso perché evita l'errore più comune di quello dall'alto, non restringere abbastanza il cliente, per esempio considerare tutte le donne come mercato, a prescindere da età e paese (YC, 2016).
  • Andreessen Horowitz fa l'esempio dello spazzolino in Cina: 1,36 miliardi di persone × 1 dollaro × 40% = 540 milioni l'anno. Domanda: «why 40%?», perché il 40%? E il conto ignora quanto costa far arrivare uno spazzolino in mano a 540 milioni di persone. Il metodo dal basso, invece, tiene conto di chi è il cliente, quanto è disposto a pagare e come gli venderai (a16z, 2015).
  • Pear VC, dopo un sondaggio su 30 investitori: dal basso, perché le ipotesi si possono verificare. E un dato da tenere a mente: nei pitch si promette spesso il 10% del mercato, mentre le aziende tecnologiche, quando arrivano in borsa, ne hanno in genere fra lo 0,1% e il 2% (Pear VC).

L'errore dell'1%

«Ci basta l'1%» sembra prudente. Non lo è. Andy Brice lo spiega con il mercato dei software CRM, 18 miliardi di dollari l'anno: l'1% fa 180 milioni, sembra poco. Ma in un mercato con mille aziende, per avere l'1% delle vendite bisogna essere tredicesimi. Il suo consiglio: non presentarsi mai davanti a un investitore con l'argomento dell'1% (Brice, 2013).

La quota non la decide una percentuale: la decide quanti clienti riesci a raggiungere e a convincere. È il conto che facciamo qui sotto.

L'esempio: un'app per i saloni di parrucchiere

Un'app per gestire agenda e prenotazioni dei saloni di parrucchiere ed estetica.

Quanti sono i clienti possibili

Il numero non si stima: si conta. L'Istat pubblica le imprese attive per codice di attività, gratis, sulla banca dati IstatData. Per il codice ATECO 96.02 («servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici»), anno 2024:

Imprese attive 2024
Italia 141.437
di cui con dipendenti 66.225
di cui senza dipendenti 75.212
Nord-ovest 39.405 (17.889 con dipendenti)

Una trappola da evitare: le imprese registrate alle Camere di commercio, a fine 2025, erano 5.849.524 (Infocamere, Movimprese 2025); quelle attive contate dall'Istat nel 2024 erano 4.751.988. Chi prende il numero delle registrate gonfia il mercato con imprese che non lavorano più.

Quanto pagano oggi

I concorrenti pubblicano i prezzi. Un gestionale per parrucchieri costa da 13 euro al mese più IVA (Primo Hair) a 99 euro al mese per il piano più completo (Image & Beauty). Due informazioni in una: la forbice dei prezzi, e il fatto che il mercato ha già concorrenti.

Il conto

Ipotesi di prezzo: 30 euro al mese, cioè 360 euro l'anno.

Come si calcola Risultato
TAM 141.437 saloni × 360 € circa 50,9 milioni € l'anno
SAM Ipotesi: si parte dai saloni con dipendenti del Nord-ovest, che hanno un'agenda da condividere. 17.889 × 360 € circa 6,4 milioni € l'anno
SOM Ipotesi: un venditore, 10 dimostrazioni a settimana, 46 settimane = 460 dimostrazioni; ne chiudi una su cinque = 92 saloni × 360 € circa 33.000 € il primo anno

Il SOM è lo 0,5% del SAM. E adesso il confronto con l'argomento dell'1%: l'1% dei saloni italiani sono 1.414 clienti, cioè 509.000 euro l'anno. Con una dimostrazione chiusa su cinque servirebbero circa 7.070 dimostrazioni, cioè 154 a settimana. Il conto dal basso non dice che è impossibile: dice quanti venditori, o quale canale, ti servono per arrivarci.

Quale ipotesi pesa di più

Rifai il TAM con i due prezzi estremi: a 13 euro al mese sono circa 22 milioni l'anno, a 99 euro circa 168 milioni. Il prezzo sposta il mercato di sette volte. Ed è proprio il numero che non trovi in nessuna tabella.

Le ipotesi che i dati pubblici non danno

Nel conto dal basso, i numeri duri (quanti clienti, quanti abitanti, quante imprese) sono pubblici e gratuiti. Quelli che decidono il risultato no:

  1. Quanti hanno davvero il problema. Quanti saloni gestiscono ancora l'agenda su carta o su WhatsApp? L'Istat non lo sa.
  2. Quanto pagano oggi, e quanto pagherebbero. La forbice da 13 a 99 euro va stretta, e chi dichiara un prezzo lo gonfia: come misurarlo davvero, nella guida su come capire se qualcuno pagherebbe.
  3. Chi decide l'acquisto, e quanti ne chiudi. Il titolare o i collaboratori? E una dimostrazione su cinque è realistica?
  4. Se il segmento è giusto. Se i saloni senza dipendenti, più della metà, non sentono il problema, il SAM cambia.

Sono le ipotesi che Pear VC chiama «verificabili», ed è il motivo per cui gli investitori preferiscono il conto dal basso: si possono controllare chiedendo ai clienti.

Dove entrano le interviste

Le quattro ipotesi qui sopra si trasformano in numeri parlando con le persone giuste: come risolvono oggi il problema, quanto spendono, chi decide, cosa li farebbe cambiare. Dieci o venti conversazioni con clienti veri valgono più di qualsiasi percentuale presa da un rapporto.

Humatic fa interviste in chat, condotte da un'AI, a persone verificate con il documento d'identità; ricevi la sintesi e le trascrizioni integrali, e chi risponde riceve un buono regalo da 10 a 40 euro. Dove trovare le persone da intervistare, canale per canale, nella guida su chi intervistare.

Come si presenta

  • Dichiara il metodo. Pear VC ha scoperto che molti investitori non hanno le stesse definizioni: scrivi come hai fatto il conto, non solo il risultato.
  • Metti le fonti. «Istat, imprese attive ATECO 96.02, 2024» vale più di «dati di mercato».
  • Separa i fatti dalle ipotesi. I 141.437 saloni sono un fatto; il prezzo e la quota di chiusura sono ipotesi, e si dicono tali.
  • Mostra cosa hai già verificato. Un'ipotesi controllata con venti interviste è un'ipotesi più forte.

Dove mettere il conto, nel business plan e nel pitch deck.

Gli errori che si vedono di più

  • «Ci basta l'1%». Per un investitore è il segnale che non hai fatto il conto.
  • Il mercato di tutti. Tutte le donne, tutte le imprese, tutta Italia: il cliente va ristretto.
  • Le imprese registrate al posto delle attive. Più di un milione di imprese che non ci sono.
  • Un prezzo tondo inventato. Guarda cosa costano i concorrenti, e verifica cosa pagherebbero i tuoi clienti.
  • Il SOM come percentuale del SAM. Il SOM viene da quanti clienti riesci a raggiungere, non da una percentuale.

In breve

TAM, SAM e SOM sono tre numeri: tutti i clienti possibili, quelli che puoi servire, quelli che puoi conquistare. Si calcolano dal basso, clienti per prezzo, come chiedono gli investitori. I clienti si contano gratis con l'Istat, i prezzi si leggono nei listini dei concorrenti, e il SOM viene da quanti clienti riesci a raggiungere davvero. Le ipotesi che decidono tutto, quanti hanno il problema e quanto pagherebbero, non stanno in nessuna tabella: si verificano parlando con i clienti.

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Validare un'idea, passo per passo

  1. Capire se il problema c'è: Lean startup, con Dove trovare persone da intervistare per validare un'idea e Quanto costa una ricerca di mercato
  2. Conoscere il cliente: Buyer persona, con Empathy map e Customer journey map
  3. La proposta: Value proposition canvas
  4. Il modello: Business model canvas
  5. Le prove che qualcuno paga: La traction prima della traction, con Come capire se qualcuno pagherebbe per la tua idea, prima di costruirla
  6. Costruire il minimo, se è un'app: Vibe coding, con App senza utenti, Come trovare tester per la tua app e Quanto guadagna un'app
  7. Capire se il prodotto è voluto: Product-market fit

Se un passo non regge, torna indietro: cambia cliente o proposta, e rifai il giro.

Quando servono i soldi: Verifica la tua idea prima di scrivere il business plan, Business plan, Come stimare il mercato della tua app (sei qui) e Pitch deck. Il business plan per banche e bandi, il pitch deck per gli investitori: si scrivono con le prove che hai a quel punto.

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Chi ha scritto questa guida

Giampaolo Mangiaracina

Giampaolo Mangiaracina — fondatore di Humatic

Nel 2013 ha fondato FadPro, piattaforme e contenuti formativi per clienti corporate, acquisita nel 2019 dalla Graduate School of Management del Politecnico di Milano. Nel 2025 ha fondato CityAdvisor.ai, piattaforma di urban intelligence che misura la competitività di Milano strada per strada. Da oltre dieci anni guida squadre che portano prodotti digitali dall'idea alla consegna, e oggi sistemi di intelligenza artificiale.

Le cifre qui riportate sono quelle delle fonti citate, lette a ottobre 2026.

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